giovedì 7 giugno 2012

Polpettine di bollito, Caponata e Barolo vi aspettano al Taste and Match milanese

Avremmo voluto creare una vera atmosfera da rullo di tamburi per l'imminente serata del Taste and Match che ci vedrà protagoniste insieme ad altri 7 foodblogger, ma i troppi impegni e i cambiamenti in corso sul blog ci hanno impedito di concentrarci a dovere.
La nostra momentanea distrazione mi sembra però un'ottima ragione per non mancare a questo appuntamento ed assaggiare i piatti che noi e i nostri cari colleghi abbiamo preparato e abbinato ai vini proposti da Winexplorer.
Abbinare un barolo con un secondo piatto estivo non è stato semplice, ma siamo riuscite a creare qualcosa di buono e che si sposa bene con la stagione e con il Barolo della cantina di Francesco Borgogno.
Ed ecco gli altri protagonisti della serata:



Vi aspettiamo sabato sera al Laboratorio Cingoli per assaggiare le nostre creazioni!

POLPETTINE DI BOLLITO CON CAPONATA TIEPIDA E RIDUZIONE DI BAROLO
Mettere a bollire una pentola d'acqua salata (15g per ogni kg di carne) con sedano, carote, cipolla, pomodori maturi, chiodi di garofano e alloro. Una volta raggiunto il bollore immergere la noce di vitello legata con lo spago e lasciar bollire piano per 2 ore e mezza circa, facendo attenzione ad eliminare con la schiumarola le impurità dal brodo. Lasciar raffreddare la carne nel brodo di cottura.
Prendete il bollito preparato possibilmente il giorno prima e scolatelo dal brodo che provvederete poi a filtrare. Con l'aiuto di un robot da cucina tritate finemente la carne insieme ai pinoli e ad una fetta spessa di prosciutto di 150 g e mettete il composto in una ciotola. Aggiungete i tocchetti di mollica di pane bagnati nel brodo di cottura, insieme a 200g di parmigiano reggiano e 1 uovo impastando bene il tutto. Formate le polpette della dimensione di un uovo, passatele nell'uovo e poi nel pan grattato. Friggete in olio ben caldo e scolatele su carta da cucina.

Affettare la cipolla e soffriggerla in poco olio fino alla doratura, sbucciare e tagliare a tocchetti 4 melanzane Snocciolare 200 g di olive e tagliarle a pezzetti, dissalare i capperi e sminuzzare un gambo di sedano .
Friggere le melanzane in abbondante olio ad una temperatura di circa 170 gradi, scolarle bene e aggiungerle alle cipolle.
Aggiungere i capperi, le olive, il sedano e 1/2 lt di passata di pomodoro. Mescolare lentamente e regolare di sale, aggiungere 1/2 bicchiere di aceto e 2 cucchiai di sale continuando a mescolare per 20 minuti.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.
Servire la caponata tiepida mettendola al centro del piatto di servizio con un coppapasta. Appoggiare le polpettine sopra la caponata e finire il piatto con una riduzione di Barolo di Borgogno.

sabato 2 giugno 2012

Lo chef, la trota e la bagna cauda. #xtuttiigusti arriva in Piemonte


Ebbene sì: ho mangiato anche la trota. La mia avversione immotivata nei confronti del pesce di lago è stata sconfitta dal talento e dalla creatività del giovane Chef Fabrizio Tesse della Locanda dell’Agnello di Orta San Giulio.
Il giro d'Italia gourmand di #xtuttiigusti questo mese ha portato il Piemonte a Milano, e lo
chef Tesse ci ha regalato una lezione di cucina durante la quale ha preparato per noi due piatti trasmettendoci tutta la sua inventiva e la sua passione per il territorio.
Una cucina eclettica dove la trota di Mergozzo si sposa con gli agrumi e i fiori eduli a formare un incantevole quadro di colori e profumi. Dove capesante e bagna cauda si incontrano per dare vita a nuovi sapori e contrasti.
Fabrizio ci ha conquistate con il suo talento, seppur giovanissimo ha maturato una vasta esperienza alle sue spalle: già sous chef di Antonino Cannavacciuolo del Ristorante Villa Crespi (due stelle Michelin) è stato insignito dell'Award of Excellence 2011.
La serata alle eleganti tavole del Casanova Restaurant del Westin Palace però è soltanto all’inizio. Lo chef Augusto Tombolato e la sua brigata di cucina infatti non hanno mancato di deliziarci con un menù a base di specialità piemontesi accompagnate dalle proposte  delle cantine Terre da Vino.

6 domande allo Chef Fabrizio Tesse della Locanda all'Agnello di Orta San Giulio
 1) Qual è l'ingrediente che non manca mai nella tua cucina?
l'olio extra vergine di oliva ... e solo ed esclusivamente olio di origine taggiasca.
2) Da cosa ti lasci ispirare per creare una nuova ricetta?
mi lascio trasportare dal "momento" ed ispirare dal territorio
3) Qual è il piatto a cui ti senti più legato?
senza dubbio la trota: credo proprio che mi rappresenti, in quanto è un piatto fresco, giovane e colorato.
4) Che rapporto hai con la rete e con i Social Media?
ho un buon rapporto con la rete ed i social media,ritengo siano un modo per diffondere notizie e aggiornamenti; se ben utilizzati rappresentano un'ottima opportunità.
5) Raccontaci il tuo sogno nel cassetto
... credo che il sogno non vada lasciato nel cassetto ... cerco di viverlo ogni giorno ...
6) Definisci la tua cucina in 3 parole:
ti definisco la mia cucina in 3 semplici parole: moderna, artigianale e codificata.

domenica 27 maggio 2012

L'alfabeto di Taste Of Milano 2012: da Atul Kochaar allo Zucchero

Il parco giochi del Taste of Milano ha appena chiuso i cancelli, in attesa della prima edizione del Taste of Rome, vogliamo raccontarvi questa terza edizione meneghina a modo nostro.
Atul Kochaar - chef ospite 2012 in prestito dalla versione londinese di Taste, padrone di casa gentile e disponibile ci regala un assaggio della sua cucina indiana moderna. Benares, il suo ristorante, ci conquista e lui ci ammalia con l'Aloo Tikki, tortini di patate vegetariani con chutney speziata al pomodoro.
Baccalà - ingrediente gettonatissimo nelle carte di molti ristoranti italiani, ci fa visita anche all'Ippodromo nella carta di Filippo Gozzoli del Ristorante da Claudio, che lo serve mantecato con chips di polenta.
Costi - rimangono anche quest'anno il nervo scoperto della manifestazione. Al prezzo già importante del biglietto di ingresso bisogna aggiungere dai 4 ai 6 euro per ogni assaggio più ancora il costo delle bevande. Il metodo dell'acquisto dei ducati non aiuta visto l'obbligo di acquisto per un minimo di €10. Pur comprendendo l'alta qualità del cibo servito e l'obbligo di rimanere vicini al format originale, si dovrebbe trovare sempre la maniera di adattarsi al proprio pubblico.
Davide Oldani - per la terza volta porta la sua cucina Pop da Taste, e si guadagna un posto tra i piatti migliori con i corallini mantecati (Zafferano, uvetta nera, limone e corallini mantecati). Un assaggio che ha il sapore dell'infanzia e che ne fa un vero amarcord.
Erba - quella dell'Ippodromo che si conferma location azzeccata per la kermesse gastronomica, ci regala un'atmosfera da nobilissima campagna inglese. E quasi come partecipanti ad una caccia alla volpe senza volpe, sentiamo la mancanza del Dejeuner sur l'herbe come nel miglior "Squisito". Chissà che il prossimo anno...
Finger's Garden - fratello del fortunatissimo Finger's di Roberto Okabe e Gustavo Young si conquista i miei favori con Saudade Du Brasil (Tortino di tartare di salmone su letto di riso di sushi, guacamole di avocado , creme cheese e uova di salmone), da me personalmente eletto miglior piatto di quest'anno.
Gnocchetti - quelli di pomodoro, salsa di fagiolini, ricotta di bufala e succo di olive taggiasche ci stupiscono per la presentazione. Giovanni Traversone e Marco Tronconi della Trattoria del nuovo Macello danno prova  di creatività e talento. La ricetta è nel librettino di Taste, assolutamente da provare.
Hotel Park Hyatt - dolce dolce dolce finalmente! Andrea Aprea chef del Vun ci offre un biscotto all'olio d'oliva, rabarbaro, cioccolato bianco e arachidi, equilibrato e delicato. Che dire se non: Chef vogliamo la ricetta!!
Il Liberty - quando ho partecipato alla prima edizione non conoscevo questo ristorante nè Andrea Provenzani, il suo chef, e me ne sono innamorata subito. Lo ritrovo in questa terza edizione e ancora non mi delude: è stato così difficile scegliere dal menù che ho voluto provare tutto. Il Vitello Tonnato  (lombo di vitello rosa, tonno fresco, maionese ai capperi e acciughe su carpaccio di asparagi) merita però di essere  menzionato per la creatività e per la tecnica.
Lounge - quella di San Pellegrino e Acqua Panna che ci hanno accolti nel loro salotto per "20 minuti con..", chef intervistati da Gianluca Biscalchin che ha disegnato a ciascuno la propria rete del gusto. Fantastico il wall con le fotografie di chi è passato a salutare (ovviamente ci siamo anche noi.. ma avevamo scordato a casa il nostro lato fotogenico).
Maniera - quella di Carlo è il nome del ristorante dello chef più giovane di Taste 2012 : Lorenzo Santi classe 1985. Un ragazzo con un sorriso rassicurante e una creatività da artista in erba. Dal suo menù ci prepara una deliziosa parmigiana liquida, assolutamente da provare.
Novità - oltre allo chef ospite (di cui vi abbiamo già parlato alla lettera A), Taste quest'anno vuole avvicinare alla buona cucina anche i più piccini e a questo proposito gli chef dedicano loro una quarta portata. Devo ammettere che questa è stata una scusa per gli adulti per mangiare un piatto in più, ma facciamo onore al Kinder Evasioni, creato per l'occasione da Tommaso Arrigoni ed Eros Picco di Innocenti Evasioni. Il delizioso croccante di cioccolato e mango è stato fotografatissimo e gettonatissimo.
Organizzazione - dalla prima edizione al Parco Sempione si sono fatti passi da gigante: attività ben coordinate, poche code alle casse e ben gestite, poche file e tempi di attesa minimi agli stand dei ristoratori. Sicuramente c'è ancora da lavorare su alcuni dettagli come gli ancora pochi cestini messi a disposizione e la mancanza quasi totale di un'impresa di pulizie che aiutasse a liberare i tavoli. La presenza di una sola cassa presso la quale ricaricare la tessera dei ducati tramite carte di credito non ci ha semplificato la vita, specialmente nelle ore di maggior affluenza.
Pioggia - ormai è lei la vera protagonista di questa manifestazione culinaria, se non ci fosse ne sentiremmo la mancanza. Nemmeno il cambio di stagione degli organizzatori ha fatto desistere il mal tempo dal presentarsi senza pagare l'ingresso. Quindi cara pioggia ti aspettiamo anche il prossimo anno, se dovessi avere impegni però non ti terremo il muso.
Questa non è una linguina al pomodoro - il sottotitolo che Marco Torretta ha dato al suo Omaggio a Magritte; meritava di essere assaggiato anche il suo croccante di gamberi e zenzero con salsa allo yogurt, cetrioli e germogli. Una cucina piena di fantasia e freschezza da gustare al V piano.
Ristoranti - quest'anno si è contraddistinto per l'equilibrio tra "i soliti noti" della ristorazione milanese e ottimi chef meno conosciuti. Un plauso alla scelta di concentrarsi su 12 ristoranti, anche se 9 a parer mio potrebbe essere il numero ideale.
Siticibo - questa festa dell'alta cucina non poteva esimersi dal sostenere un'associazione come questa che tanto sta facendo per chi è in difficoltà. Si tratta di un programma del banco alimentare che si propone di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza dalla ristorazione organizzata. Il pubblico quest'anno ha avuto la possibilità di donare i ducati rimasti sulla card per sostenere le attività dell'associazione, noi l'abbiamo fatto e voi?
Taste of Cibvs -  anche i foodblogger accolti a braccia aperte nella bellissima cucina mobile di Arca by Inoxpiù, per gli showcooking "In Cucina Con...". I ragazzi di Cibvs hanno coinvolto 12 foodblogger abbinandoli a 12 produttori per mostrare al pubblico le loro creazioni. Colgo l'occasione per ringraziare Chris e Lele per l'opportunità che ci hanno dato, Teatro 7 per il preziosissimo supporto e Dino Massignani della Riserva San Massimo per i prodotti forniti, trovate qui la ricetta presentata da noi.
Umeboshi - alzi la mano chi non sa di cosa sto parlando! Per i pochi umili gnurant come me, si tratta di un condimento a base di prugne salate usato nella cucina giapponese. Viene sdoganato per questa occasione da  Matias Perdomo, chef del Pont de Ferr che ha conquistato proprio quest'anno la sua prima stella Michelin. Chi ha avuto l'occasione di assaggiare il suo Sashimi di Bue e fois gras, salsa bernese e umeboshi si è certamente accorto del grande talento di questo chef di origine sudamericana. Uno dei piatti più fotografati e ricordati di questa edizione è sicuramente la sua Mela della Fiaba, dolce creato per i bambini ma amatissimo dagli adulti presenti che hanno avuto finalmente una scusa per mangiare di nuovo lo zucchero filato.
Viviana Varese - 1 donna su 12 chef.. dovrebbero introdurre anche qui le quote rosa. Stand con la fila più lunga e palma d'oro per l'Omaggio a Sofia : pizza fritta con pomodorini confit, limone candito, mozzarella di bufala e bavarese di pomodori. Merita l'assaggio anche la panzanella di verdure con crostini e tartare di branzino, davvero gustosa. La simpatia di Viviana Varese e Sandra Ciciriello non è solo leggenda, il karaole inscenato da Sandra è già passato alla storia.
Zucchero - quello di cui personalmente ho sentito la mancanza. Pochissimi chef decidono di mettere un dolce in carta, qualcuno lo fa soltanto perchè ha a disposizione il piatto in più per il menù kids. I dolci fanno parte della cultura gastronomica e dovrebbero trovare un loro spazio anche in questa manifestazione. Organizzatori perchè non prevedere anche uno stand con assaggi di pasticceria per il 2013?


giovedì 24 maggio 2012

Pavè è nato. Evviva Pavè.

Li abbiamo seguiti fin dai loro primi twit : 3 ragazzi che con tanta passione avevano deciso di aprire un piccolo salotto con pasticceria nel centro di Milano. Quasi accompagnandoli in questo viaggio, abbiamo letto con impazienza ogni passo: dall'acquisto del bancone all'invidiatissimo tour per l'assaggio dei prodotti. Come spettatori di un reality show, dove però i protagonisti lavorano sodo, ci siamo commossi con loro all'alzarsi delle saracinesche, ed emozionati vedendo il progetto prendere forma.
Poi un giorno inaspettatamente arriva una mail: Pavè ci apre le porte! Chi mi conosce sa che raramente riesco a trattenere l'entusiasmo e curiosità è il mio secondo nome: quando arriva il sabato mattina, sono già in pole position sul marciapiede di fronte alle vetrine in trepida attesa dei miei amici blogger, pronta per conoscere la creatura tanto attesa.
Sono stata accolta da giovanotti sorridenti in un ambiente piacevole e rilassante, un locale particolare e molto ben curato dal punto di vista degli arredi, dove ogni dettaglio sembra volerti raccontare un capitolo di questa avventura. Un luogo nuovo ma vissuto, una casa lontana da casa.
E' al momento dell'assaggio che si svelano le delizie che fanno di Pavè la nuova casa dei milanesi, il nuovo posto da scoprire, qualcosa che in questa città mancava e di cui sentivamo profonda nostalgia : il sapore delle cose buone e il profumo della semplicità.
Rappropriatevi quindi del vostro tempo e sedetevi al tavolo con un cappuccino e con la mitica 160, LA brioche sulla quale è inutile scrivere: dovete provarla! Andate al bancone e cercatela: rimarrete senza parole.
Effetto collaterale: ci tornerete per pranzo per assaggiare i loro deliziosi panini, nel pomeriggio per rispolverare il rito della merenda e far riscoprire a grandi e bambini il gusto di pane e marmellata, aspettando le 17 per tornare a casa con una pagnotta di pane a lievitazione naturale, fate attenzione perchè il suo sapore crea dipendenza.
Grazie a Giovanni, Diego e Luca per averci fatto aprire Pavè insieme a voi, grazie per aver costruito un salotto tutto per noi in casa vostra e grazie per aver ricordato un po' a tutti che Milano premia ancora i sognatori.


Se ne volete sapere di più potete leggere:
The Chef is On The Table : A Milano apre Pavè:la ricerca della felicità nelle parole di Diego, Giovanni e Luca
The Breakfast Review : La colazione al Pavè di Milano, e anche la merenda volendo
Il Cucinotto: Pavè... un salotto del gusto
Di Cotte e di Crude: Pavè, il lato dolce della vita
Buono come il pane: Pavè il pane di cui si parla a Milano

sabato 19 maggio 2012

Say cheese! al The Hub Hotel

Il mio sogno ricorrente è quello di rimanere dentro ad un supermercato dopo l'orario di chiusura e passare il mio tempo a saccheggiare il bancone dei formaggi.. perchè si lo devo ammettere : ancora dev'essere inventato il formaggio che non incontra i miei gusti.
Non poteva quindi capitarmi serata più azzeccata della SayCheese night al The Hub hotel: menù a base di formaggi di capra del caseificio LaViaLattea.
Iniziamo con una degustazione di formaggi in abbinamento ad un ottima birra artigianale del Birrificio Indipendente Elav , non sto a descrivervi il numero di assaggini in cui ci siamo lanciate!
La cena è stata invece accompagnata dai vini dell'azienda vitivinicola Caminella. Menzione d'onore perla cena va al dolce alla ricotta e pasta di caprino con fragole caramellate al pepe bianco. Ammetto di aver fatto il bis, ma al mio tavolo qualcuno ne ha mangiati addirittura 3..
Un ringraziamento per la serata al gentilissimo staff del The Hub e al loro simpaticissimo chef Sandro Mesiti, allo chef ospite Chicco Coria dell'Antico Ristorante del Moro di Bergamo e a Carlo Vischi per l'invito e l'organizzazione.