Martedì sera The Apprentice, il nuovo reality di CieloTv, ha ufficialmente aperto la stagione autunnale di live twitting davanti al televisore. Un programma divertente ed interessante, durante il quale 16 giovani rampanti lottano prova dopo prova con lo scopo di accaparrarsi un impiego della durata di un anno in una delle società di Flavio Briatore, magnate e protagonista di questa prima stagione.
In una Milano mai stata così bella, i ragazzi partono con la prima prova: acquistare del pesce all'ingrosso al mercato ittico e rivenderlo al dettaglio al mercato dell'Isola. La prova viene vinta dalla squadra delle ragazze (tralasciamo per un momento questa divisione sessista degli anni '80),e come ricompensa ricevono una cena nel miglior ristorante sushi di Milano.
Fin qui tutto ok, se non fosse che la scelta della produzione sul miglior ristorante è caduta su ZERO, glamour restaurant di corso Magenta con piccole porzioni e prezzi elevati. Sicuramente un buon ristorante, lungi dall'essere il migliore che possiate provare in città.
Ecco un breve itinerario tra quelli che secondo me sono i posti migliori dove assaggiare specialità nipponiche nella mia bella città, ristoranti diversi tra loro ma ognuno di loro imperdibile per diversi motivi.
E quali sono invece i vostro sushi del cuore? Quelli che consigliereste agli amici che passano in città, quelli che fanno parte del rito della vostra milanesità? Attendo di leggere le vostre segnalazioni, nel frattempo non perdetevi il live twitting di The Apprentice seguendo l'hashtag #theapprentice.
MilanoLovesSushi - Best 4 Sushi Restaurant di Milano secondo me
OSAKA c.so Garibaldi 68
Storico locale giapponese di Milano, frequentato sia dai giapponesi che abitano in città che da quelli di passaggio. Le pietanze mangiate qui sono molto simili a quelle che potreste assaggiare in un locale di Tokio. Altissima qualità delle materie prime e prezzi non per tutte le tasche, ne fanno un posto da provare almeno una volta per capire quale sia il vero sapore della cucina giapponese. Imperdibili i Ramen, tagliolini freschi serviti in accompagnamento a diversi tipi di brodo.
FINGER'S e FINGER'S GARDEN via Emiliani 2 via Keplero 2
Archiviato come mediocre il Nobu (potete leggerne più approfonditamente qui), famoso locale di cucina nippo-brasiliana, ci pensano questi due locali gemelli a rispolverare la creatività dei piatti fusion. Sia lo chef Okabe che lo chef Young ci propongono uramaki e nigiri ma anche guance di tonno alla griglia, manzo kobe e astice al vapore. Da provare perchè l'ambiente è bello che quasi ti distrae dal cibo, ma anche perchè è buono e quando arriva la prima portata tutto il resto passa in secondo piano.
THIS IS NOT A SUSHI BAR via Nino Bixio 18 via Conca del Naviglio 15
Per noi il sushi è un rito anche nella versione delivery. Abbiamo scovato questo posto giovane e accattivante mentre eravamo alla ricerca di un degno sostituto del nostro preferito, ahimè chiuso, Hanasushi. Si può ordinare al telefono o dal sito web che vale la pena di essere visitato. Le consegne sono puntuali e precise. Il sushi è di ottima qualità e la zuppa di miso davvero deliziosa. Ne trovate una recensione molto più dettagliata nel post che ho voluto dedicargli qui. Se vi capita di ordinare provate gli Uramaki Sicilia con tonno, pomodorini secchi e una speciale salsa, mi saprete dire!
POPOROYA via Eustachi 17
Una specie di istituzione in questa città, aperto alla fine degli anni 80 è diventato un punto di riferimento per la cucina orientale a Milano. Sushi bar nella formula originale, talmente autentica che ti aspetti di veder sbucare Marrabbio con la mannaia, ma anche negozio di alimentari giapponesi. Da poco tempo ha anche aperto un vero e proprio ristorante dall'altra parte della strada, Shiro Poporoya. Atmosfera familiare e rustica da trattoria, ma anche grande attenzione ed eccellenza delle materie prime. Assaggiate tutto se potete, e ricordate che lo chef Hirozawa Minoru è uno dei pochi ad avere la patente per servire il fugu, velenosissimo e prelibato pesce palla.
Visualizzazione post con etichetta Milano for Foodlovers. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Milano for Foodlovers. Mostra tutti i post
giovedì 20 settembre 2012
giovedì 7 giugno 2012
Polpettine di bollito, Caponata e Barolo vi aspettano al Taste and Match milanese
Avremmo voluto creare una vera atmosfera da rullo di tamburi per l'imminente serata del Taste and Match che ci vedrà protagoniste insieme ad altri 7 foodblogger, ma i troppi impegni e i cambiamenti in corso sul blog ci hanno impedito di concentrarci a dovere.
La nostra momentanea distrazione mi sembra però un'ottima ragione per non mancare a questo appuntamento ed assaggiare i piatti che noi e i nostri cari colleghi abbiamo preparato e abbinato ai vini proposti da Winexplorer.
Abbinare un barolo con un secondo piatto estivo non è stato semplice, ma siamo riuscite a creare qualcosa di buono e che si sposa bene con la stagione e con il Barolo della cantina di Francesco Borgogno.
Ed ecco gli altri protagonisti della serata:
POLPETTINE DI BOLLITO CON CAPONATA TIEPIDA E RIDUZIONE DI BAROLO
Mettere a bollire una pentola d'acqua salata (15g per ogni kg di carne) con sedano, carote, cipolla, pomodori maturi, chiodi di garofano e alloro. Una volta raggiunto il bollore immergere la noce di vitello legata con lo spago e lasciar bollire piano per 2 ore e mezza circa, facendo attenzione ad eliminare con la schiumarola le impurità dal brodo. Lasciar raffreddare la carne nel brodo di cottura.
Prendete il bollito preparato possibilmente il giorno prima e scolatelo dal brodo che provvederete poi a filtrare. Con l'aiuto di un robot da cucina tritate finemente la carne insieme ai pinoli e ad una fetta spessa di prosciutto di 150 g e mettete il composto in una ciotola. Aggiungete i tocchetti di mollica di pane bagnati nel brodo di cottura, insieme a 200g di parmigiano reggiano e 1 uovo impastando bene il tutto. Formate le polpette della dimensione di un uovo, passatele nell'uovo e poi nel pan grattato. Friggete in olio ben caldo e scolatele su carta da cucina.
Affettare la cipolla e soffriggerla in poco olio fino alla doratura, sbucciare e tagliare a tocchetti 4 melanzane Snocciolare 200 g di olive e tagliarle a pezzetti, dissalare i capperi e sminuzzare un gambo di sedano .
Friggere le melanzane in abbondante olio ad una temperatura di circa 170 gradi, scolarle bene e aggiungerle alle cipolle.
Aggiungere i capperi, le olive, il sedano e 1/2 lt di passata di pomodoro. Mescolare lentamente e regolare di sale, aggiungere 1/2 bicchiere di aceto e 2 cucchiai di sale continuando a mescolare per 20 minuti.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.
Servire la caponata tiepida mettendola al centro del piatto di servizio con un coppapasta. Appoggiare le polpettine sopra la caponata e finire il piatto con una riduzione di Barolo di Borgogno.
La nostra momentanea distrazione mi sembra però un'ottima ragione per non mancare a questo appuntamento ed assaggiare i piatti che noi e i nostri cari colleghi abbiamo preparato e abbinato ai vini proposti da Winexplorer.
Abbinare un barolo con un secondo piatto estivo non è stato semplice, ma siamo riuscite a creare qualcosa di buono e che si sposa bene con la stagione e con il Barolo della cantina di Francesco Borgogno.
Ed ecco gli altri protagonisti della serata:
Vi aspettiamo sabato sera al Laboratorio Cingoli per assaggiare le nostre creazioni!
POLPETTINE DI BOLLITO CON CAPONATA TIEPIDA E RIDUZIONE DI BAROLO
Mettere a bollire una pentola d'acqua salata (15g per ogni kg di carne) con sedano, carote, cipolla, pomodori maturi, chiodi di garofano e alloro. Una volta raggiunto il bollore immergere la noce di vitello legata con lo spago e lasciar bollire piano per 2 ore e mezza circa, facendo attenzione ad eliminare con la schiumarola le impurità dal brodo. Lasciar raffreddare la carne nel brodo di cottura.
Prendete il bollito preparato possibilmente il giorno prima e scolatelo dal brodo che provvederete poi a filtrare. Con l'aiuto di un robot da cucina tritate finemente la carne insieme ai pinoli e ad una fetta spessa di prosciutto di 150 g e mettete il composto in una ciotola. Aggiungete i tocchetti di mollica di pane bagnati nel brodo di cottura, insieme a 200g di parmigiano reggiano e 1 uovo impastando bene il tutto. Formate le polpette della dimensione di un uovo, passatele nell'uovo e poi nel pan grattato. Friggete in olio ben caldo e scolatele su carta da cucina.
Affettare la cipolla e soffriggerla in poco olio fino alla doratura, sbucciare e tagliare a tocchetti 4 melanzane Snocciolare 200 g di olive e tagliarle a pezzetti, dissalare i capperi e sminuzzare un gambo di sedano .
Friggere le melanzane in abbondante olio ad una temperatura di circa 170 gradi, scolarle bene e aggiungerle alle cipolle.
Aggiungere i capperi, le olive, il sedano e 1/2 lt di passata di pomodoro. Mescolare lentamente e regolare di sale, aggiungere 1/2 bicchiere di aceto e 2 cucchiai di sale continuando a mescolare per 20 minuti.
Togliere dal fuoco e lasciare raffreddare.
Servire la caponata tiepida mettendola al centro del piatto di servizio con un coppapasta. Appoggiare le polpettine sopra la caponata e finire il piatto con una riduzione di Barolo di Borgogno.
domenica 27 maggio 2012
L'alfabeto di Taste Of Milano 2012: da Atul Kochaar allo Zucchero
Il parco giochi del Taste of Milano ha appena chiuso i cancelli, in attesa della prima edizione del Taste of Rome, vogliamo raccontarvi questa terza edizione meneghina a modo nostro.
Atul Kochaar - chef ospite 2012 in prestito dalla versione londinese di Taste, padrone di casa gentile e disponibile ci regala un assaggio della sua cucina indiana moderna. Benares, il suo ristorante, ci conquista e lui ci ammalia con l'Aloo Tikki, tortini di patate vegetariani con chutney speziata al pomodoro.
Baccalà - ingrediente gettonatissimo nelle carte di molti ristoranti italiani, ci fa visita anche all'Ippodromo nella carta di Filippo Gozzoli del Ristorante da Claudio, che lo serve mantecato con chips di polenta.
Costi - rimangono anche quest'anno il nervo scoperto della manifestazione. Al prezzo già importante del biglietto di ingresso bisogna aggiungere dai 4 ai 6 euro per ogni assaggio più ancora il costo delle bevande. Il metodo dell'acquisto dei ducati non aiuta visto l'obbligo di acquisto per un minimo di €10. Pur comprendendo l'alta qualità del cibo servito e l'obbligo di rimanere vicini al format originale, si dovrebbe trovare sempre la maniera di adattarsi al proprio pubblico.
Davide Oldani - per la terza volta porta la sua cucina Pop da Taste, e si guadagna un posto tra i piatti migliori con i corallini mantecati (Zafferano, uvetta nera, limone e corallini mantecati). Un assaggio che ha il sapore dell'infanzia e che ne fa un vero amarcord.
Erba - quella dell'Ippodromo che si conferma location azzeccata per la kermesse gastronomica, ci regala un'atmosfera da nobilissima campagna inglese. E quasi come partecipanti ad una caccia alla volpe senza volpe, sentiamo la mancanza del Dejeuner sur l'herbe come nel miglior "Squisito". Chissà che il prossimo anno...
Finger's Garden - fratello del fortunatissimo Finger's di Roberto Okabe e Gustavo Young si conquista i miei favori con Saudade Du Brasil (Tortino di tartare di salmone su letto di riso di sushi, guacamole di avocado , creme cheese e uova di salmone), da me personalmente eletto miglior piatto di quest'anno.
Gnocchetti - quelli di pomodoro, salsa di fagiolini, ricotta di bufala e succo di olive taggiasche ci stupiscono per la presentazione. Giovanni Traversone e Marco Tronconi della Trattoria del nuovo Macello danno prova di creatività e talento. La ricetta è nel librettino di Taste, assolutamente da provare.
Hotel Park Hyatt - dolce dolce dolce finalmente! Andrea Aprea chef del Vun ci offre un biscotto all'olio d'oliva, rabarbaro, cioccolato bianco e arachidi, equilibrato e delicato. Che dire se non: Chef vogliamo la ricetta!!
Il Liberty - quando ho partecipato alla prima edizione non conoscevo questo ristorante nè Andrea Provenzani, il suo chef, e me ne sono innamorata subito. Lo ritrovo in questa terza edizione e ancora non mi delude: è stato così difficile scegliere dal menù che ho voluto provare tutto. Il Vitello Tonnato (lombo di vitello rosa, tonno fresco, maionese ai capperi e acciughe su carpaccio di asparagi) merita però di essere menzionato per la creatività e per la tecnica.
Lounge - quella di San Pellegrino e Acqua Panna che ci hanno accolti nel loro salotto per "20 minuti con..", chef intervistati da Gianluca Biscalchin che ha disegnato a ciascuno la propria rete del gusto. Fantastico il wall con le fotografie di chi è passato a salutare (ovviamente ci siamo anche noi.. ma avevamo scordato a casa il nostro lato fotogenico).
Maniera - quella di Carlo è il nome del ristorante dello chef più giovane di Taste 2012 : Lorenzo Santi classe 1985. Un ragazzo con un sorriso rassicurante e una creatività da artista in erba. Dal suo menù ci prepara una deliziosa parmigiana liquida, assolutamente da provare.
Novità - oltre allo chef ospite (di cui vi abbiamo già parlato alla lettera A), Taste quest'anno vuole avvicinare alla buona cucina anche i più piccini e a questo proposito gli chef dedicano loro una quarta portata. Devo ammettere che questa è stata una scusa per gli adulti per mangiare un piatto in più, ma facciamo onore al Kinder Evasioni, creato per l'occasione da Tommaso Arrigoni ed Eros Picco di Innocenti Evasioni. Il delizioso croccante di cioccolato e mango è stato fotografatissimo e gettonatissimo.
Organizzazione - dalla prima edizione al Parco Sempione si sono fatti passi da gigante: attività ben coordinate, poche code alle casse e ben gestite, poche file e tempi di attesa minimi agli stand dei ristoratori. Sicuramente c'è ancora da lavorare su alcuni dettagli come gli ancora pochi cestini messi a disposizione e la mancanza quasi totale di un'impresa di pulizie che aiutasse a liberare i tavoli. La presenza di una sola cassa presso la quale ricaricare la tessera dei ducati tramite carte di credito non ci ha semplificato la vita, specialmente nelle ore di maggior affluenza.
Pioggia - ormai è lei la vera protagonista di questa manifestazione culinaria, se non ci fosse ne sentiremmo la mancanza. Nemmeno il cambio di stagione degli organizzatori ha fatto desistere il mal tempo dal presentarsi senza pagare l'ingresso. Quindi cara pioggia ti aspettiamo anche il prossimo anno, se dovessi avere impegni però non ti terremo il muso.
Questa non è una linguina al pomodoro - il sottotitolo che Marco Torretta ha dato al suo Omaggio a Magritte; meritava di essere assaggiato anche il suo croccante di gamberi e zenzero con salsa allo yogurt, cetrioli e germogli. Una cucina piena di fantasia e freschezza da gustare al V piano.
Ristoranti - quest'anno si è contraddistinto per l'equilibrio tra "i soliti noti" della ristorazione milanese e ottimi chef meno conosciuti. Un plauso alla scelta di concentrarsi su 12 ristoranti, anche se 9 a parer mio potrebbe essere il numero ideale.
Siticibo - questa festa dell'alta cucina non poteva esimersi dal sostenere un'associazione come questa che tanto sta facendo per chi è in difficoltà. Si tratta di un programma del banco alimentare che si propone di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza dalla ristorazione organizzata. Il pubblico quest'anno ha avuto la possibilità di donare i ducati rimasti sulla card per sostenere le attività dell'associazione, noi l'abbiamo fatto e voi?
Taste of Cibvs - anche i foodblogger accolti a braccia aperte nella bellissima cucina mobile di Arca by Inoxpiù, per gli showcooking "In Cucina Con...". I ragazzi di Cibvs hanno coinvolto 12 foodblogger abbinandoli a 12 produttori per mostrare al pubblico le loro creazioni. Colgo l'occasione per ringraziare Chris e Lele per l'opportunità che ci hanno dato, Teatro 7 per il preziosissimo supporto e Dino Massignani della Riserva San Massimo per i prodotti forniti, trovate qui la ricetta presentata da noi.
Umeboshi - alzi la mano chi non sa di cosa sto parlando! Per i pochi umili gnurant come me, si tratta di un condimento a base di prugne salate usato nella cucina giapponese. Viene sdoganato per questa occasione da Matias Perdomo, chef del Pont de Ferr che ha conquistato proprio quest'anno la sua prima stella Michelin. Chi ha avuto l'occasione di assaggiare il suo Sashimi di Bue e fois gras, salsa bernese e umeboshi si è certamente accorto del grande talento di questo chef di origine sudamericana. Uno dei piatti più fotografati e ricordati di questa edizione è sicuramente la sua Mela della Fiaba, dolce creato per i bambini ma amatissimo dagli adulti presenti che hanno avuto finalmente una scusa per mangiare di nuovo lo zucchero filato.
Viviana Varese - 1 donna su 12 chef.. dovrebbero introdurre anche qui le quote rosa. Stand con la fila più lunga e palma d'oro per l'Omaggio a Sofia : pizza fritta con pomodorini confit, limone candito, mozzarella di bufala e bavarese di pomodori. Merita l'assaggio anche la panzanella di verdure con crostini e tartare di branzino, davvero gustosa. La simpatia di Viviana Varese e Sandra Ciciriello non è solo leggenda, il karaole inscenato da Sandra è già passato alla storia.
Zucchero - quello di cui personalmente ho sentito la mancanza. Pochissimi chef decidono di mettere un dolce in carta, qualcuno lo fa soltanto perchè ha a disposizione il piatto in più per il menù kids. I dolci fanno parte della cultura gastronomica e dovrebbero trovare un loro spazio anche in questa manifestazione. Organizzatori perchè non prevedere anche uno stand con assaggi di pasticceria per il 2013?

Atul Kochaar - chef ospite 2012 in prestito dalla versione londinese di Taste, padrone di casa gentile e disponibile ci regala un assaggio della sua cucina indiana moderna. Benares, il suo ristorante, ci conquista e lui ci ammalia con l'Aloo Tikki, tortini di patate vegetariani con chutney speziata al pomodoro.
Baccalà - ingrediente gettonatissimo nelle carte di molti ristoranti italiani, ci fa visita anche all'Ippodromo nella carta di Filippo Gozzoli del Ristorante da Claudio, che lo serve mantecato con chips di polenta.
Costi - rimangono anche quest'anno il nervo scoperto della manifestazione. Al prezzo già importante del biglietto di ingresso bisogna aggiungere dai 4 ai 6 euro per ogni assaggio più ancora il costo delle bevande. Il metodo dell'acquisto dei ducati non aiuta visto l'obbligo di acquisto per un minimo di €10. Pur comprendendo l'alta qualità del cibo servito e l'obbligo di rimanere vicini al format originale, si dovrebbe trovare sempre la maniera di adattarsi al proprio pubblico.
Davide Oldani - per la terza volta porta la sua cucina Pop da Taste, e si guadagna un posto tra i piatti migliori con i corallini mantecati (Zafferano, uvetta nera, limone e corallini mantecati). Un assaggio che ha il sapore dell'infanzia e che ne fa un vero amarcord.
Erba - quella dell'Ippodromo che si conferma location azzeccata per la kermesse gastronomica, ci regala un'atmosfera da nobilissima campagna inglese. E quasi come partecipanti ad una caccia alla volpe senza volpe, sentiamo la mancanza del Dejeuner sur l'herbe come nel miglior "Squisito". Chissà che il prossimo anno...
Finger's Garden - fratello del fortunatissimo Finger's di Roberto Okabe e Gustavo Young si conquista i miei favori con Saudade Du Brasil (Tortino di tartare di salmone su letto di riso di sushi, guacamole di avocado , creme cheese e uova di salmone), da me personalmente eletto miglior piatto di quest'anno.
Gnocchetti - quelli di pomodoro, salsa di fagiolini, ricotta di bufala e succo di olive taggiasche ci stupiscono per la presentazione. Giovanni Traversone e Marco Tronconi della Trattoria del nuovo Macello danno prova di creatività e talento. La ricetta è nel librettino di Taste, assolutamente da provare.
Hotel Park Hyatt - dolce dolce dolce finalmente! Andrea Aprea chef del Vun ci offre un biscotto all'olio d'oliva, rabarbaro, cioccolato bianco e arachidi, equilibrato e delicato. Che dire se non: Chef vogliamo la ricetta!!
Il Liberty - quando ho partecipato alla prima edizione non conoscevo questo ristorante nè Andrea Provenzani, il suo chef, e me ne sono innamorata subito. Lo ritrovo in questa terza edizione e ancora non mi delude: è stato così difficile scegliere dal menù che ho voluto provare tutto. Il Vitello Tonnato (lombo di vitello rosa, tonno fresco, maionese ai capperi e acciughe su carpaccio di asparagi) merita però di essere menzionato per la creatività e per la tecnica.
Lounge - quella di San Pellegrino e Acqua Panna che ci hanno accolti nel loro salotto per "20 minuti con..", chef intervistati da Gianluca Biscalchin che ha disegnato a ciascuno la propria rete del gusto. Fantastico il wall con le fotografie di chi è passato a salutare (ovviamente ci siamo anche noi.. ma avevamo scordato a casa il nostro lato fotogenico).
Maniera - quella di Carlo è il nome del ristorante dello chef più giovane di Taste 2012 : Lorenzo Santi classe 1985. Un ragazzo con un sorriso rassicurante e una creatività da artista in erba. Dal suo menù ci prepara una deliziosa parmigiana liquida, assolutamente da provare.
Novità - oltre allo chef ospite (di cui vi abbiamo già parlato alla lettera A), Taste quest'anno vuole avvicinare alla buona cucina anche i più piccini e a questo proposito gli chef dedicano loro una quarta portata. Devo ammettere che questa è stata una scusa per gli adulti per mangiare un piatto in più, ma facciamo onore al Kinder Evasioni, creato per l'occasione da Tommaso Arrigoni ed Eros Picco di Innocenti Evasioni. Il delizioso croccante di cioccolato e mango è stato fotografatissimo e gettonatissimo.
Organizzazione - dalla prima edizione al Parco Sempione si sono fatti passi da gigante: attività ben coordinate, poche code alle casse e ben gestite, poche file e tempi di attesa minimi agli stand dei ristoratori. Sicuramente c'è ancora da lavorare su alcuni dettagli come gli ancora pochi cestini messi a disposizione e la mancanza quasi totale di un'impresa di pulizie che aiutasse a liberare i tavoli. La presenza di una sola cassa presso la quale ricaricare la tessera dei ducati tramite carte di credito non ci ha semplificato la vita, specialmente nelle ore di maggior affluenza.
Pioggia - ormai è lei la vera protagonista di questa manifestazione culinaria, se non ci fosse ne sentiremmo la mancanza. Nemmeno il cambio di stagione degli organizzatori ha fatto desistere il mal tempo dal presentarsi senza pagare l'ingresso. Quindi cara pioggia ti aspettiamo anche il prossimo anno, se dovessi avere impegni però non ti terremo il muso.
Questa non è una linguina al pomodoro - il sottotitolo che Marco Torretta ha dato al suo Omaggio a Magritte; meritava di essere assaggiato anche il suo croccante di gamberi e zenzero con salsa allo yogurt, cetrioli e germogli. Una cucina piena di fantasia e freschezza da gustare al V piano.Siticibo - questa festa dell'alta cucina non poteva esimersi dal sostenere un'associazione come questa che tanto sta facendo per chi è in difficoltà. Si tratta di un programma del banco alimentare che si propone di recuperare il cibo cotto e fresco in eccedenza dalla ristorazione organizzata. Il pubblico quest'anno ha avuto la possibilità di donare i ducati rimasti sulla card per sostenere le attività dell'associazione, noi l'abbiamo fatto e voi?
Taste of Cibvs - anche i foodblogger accolti a braccia aperte nella bellissima cucina mobile di Arca by Inoxpiù, per gli showcooking "In Cucina Con...". I ragazzi di Cibvs hanno coinvolto 12 foodblogger abbinandoli a 12 produttori per mostrare al pubblico le loro creazioni. Colgo l'occasione per ringraziare Chris e Lele per l'opportunità che ci hanno dato, Teatro 7 per il preziosissimo supporto e Dino Massignani della Riserva San Massimo per i prodotti forniti, trovate qui la ricetta presentata da noi.
Umeboshi - alzi la mano chi non sa di cosa sto parlando! Per i pochi umili gnurant come me, si tratta di un condimento a base di prugne salate usato nella cucina giapponese. Viene sdoganato per questa occasione da Matias Perdomo, chef del Pont de Ferr che ha conquistato proprio quest'anno la sua prima stella Michelin. Chi ha avuto l'occasione di assaggiare il suo Sashimi di Bue e fois gras, salsa bernese e umeboshi si è certamente accorto del grande talento di questo chef di origine sudamericana. Uno dei piatti più fotografati e ricordati di questa edizione è sicuramente la sua Mela della Fiaba, dolce creato per i bambini ma amatissimo dagli adulti presenti che hanno avuto finalmente una scusa per mangiare di nuovo lo zucchero filato.
Viviana Varese - 1 donna su 12 chef.. dovrebbero introdurre anche qui le quote rosa. Stand con la fila più lunga e palma d'oro per l'Omaggio a Sofia : pizza fritta con pomodorini confit, limone candito, mozzarella di bufala e bavarese di pomodori. Merita l'assaggio anche la panzanella di verdure con crostini e tartare di branzino, davvero gustosa. La simpatia di Viviana Varese e Sandra Ciciriello non è solo leggenda, il karaole inscenato da Sandra è già passato alla storia.
Zucchero - quello di cui personalmente ho sentito la mancanza. Pochissimi chef decidono di mettere un dolce in carta, qualcuno lo fa soltanto perchè ha a disposizione il piatto in più per il menù kids. I dolci fanno parte della cultura gastronomica e dovrebbero trovare un loro spazio anche in questa manifestazione. Organizzatori perchè non prevedere anche uno stand con assaggi di pasticceria per il 2013?

giovedì 24 maggio 2012
Pavè è nato. Evviva Pavè.
Li abbiamo seguiti fin dai loro primi twit : 3 ragazzi che con tanta passione avevano deciso di aprire un piccolo salotto con pasticceria nel centro di Milano. Quasi accompagnandoli in questo viaggio, abbiamo letto con impazienza ogni passo: dall'acquisto del bancone all'invidiatissimo tour per l'assaggio dei prodotti. Come spettatori di un reality show, dove però i protagonisti lavorano sodo, ci siamo commossi con loro all'alzarsi delle saracinesche, ed emozionati vedendo il progetto prendere forma.
Poi un giorno inaspettatamente arriva una mail: Pavè ci apre le porte! Chi mi conosce sa che raramente riesco a trattenere l'entusiasmo e curiosità è il mio secondo nome: quando arriva il sabato mattina, sono già in pole position sul marciapiede di fronte alle vetrine in trepida attesa dei miei amici blogger, pronta per conoscere la creatura tanto attesa.
Sono stata accolta da giovanotti sorridenti in un ambiente piacevole e rilassante, un locale particolare e molto ben curato dal punto di vista degli arredi, dove ogni dettaglio sembra volerti raccontare un capitolo di questa avventura. Un luogo nuovo ma vissuto, una casa lontana da casa.
E' al momento dell'assaggio che si svelano le delizie che fanno di Pavè la nuova casa dei milanesi, il nuovo posto da scoprire, qualcosa che in questa città mancava e di cui sentivamo profonda nostalgia : il sapore delle cose buone e il profumo della semplicità.
Rappropriatevi quindi del vostro tempo e sedetevi al tavolo con un cappuccino e con la mitica 160, LA brioche sulla quale è inutile scrivere: dovete provarla! Andate al bancone e cercatela: rimarrete senza parole.
Effetto collaterale: ci tornerete per pranzo per assaggiare i loro deliziosi panini, nel pomeriggio per rispolverare il rito della merenda e far riscoprire a grandi e bambini il gusto di pane e marmellata, aspettando le 17 per tornare a casa con una pagnotta di pane a lievitazione naturale, fate attenzione perchè il suo sapore crea dipendenza.
Grazie a Giovanni, Diego e Luca per averci fatto aprire Pavè insieme a voi, grazie per aver costruito un salotto tutto per noi in casa vostra e grazie per aver ricordato un po' a tutti che Milano premia ancora i sognatori.
Se ne volete sapere di più potete leggere:
The Chef is On The Table : A Milano apre Pavè:la ricerca della felicità nelle parole di Diego, Giovanni e Luca
The Breakfast Review : La colazione al Pavè di Milano, e anche la merenda volendo
Il Cucinotto: Pavè... un salotto del gusto
Di Cotte e di Crude: Pavè, il lato dolce della vita
Buono come il pane: Pavè il pane di cui si parla a Milano
Poi un giorno inaspettatamente arriva una mail: Pavè ci apre le porte! Chi mi conosce sa che raramente riesco a trattenere l'entusiasmo e curiosità è il mio secondo nome: quando arriva il sabato mattina, sono già in pole position sul marciapiede di fronte alle vetrine in trepida attesa dei miei amici blogger, pronta per conoscere la creatura tanto attesa.
Sono stata accolta da giovanotti sorridenti in un ambiente piacevole e rilassante, un locale particolare e molto ben curato dal punto di vista degli arredi, dove ogni dettaglio sembra volerti raccontare un capitolo di questa avventura. Un luogo nuovo ma vissuto, una casa lontana da casa.
E' al momento dell'assaggio che si svelano le delizie che fanno di Pavè la nuova casa dei milanesi, il nuovo posto da scoprire, qualcosa che in questa città mancava e di cui sentivamo profonda nostalgia : il sapore delle cose buone e il profumo della semplicità.
Rappropriatevi quindi del vostro tempo e sedetevi al tavolo con un cappuccino e con la mitica 160, LA brioche sulla quale è inutile scrivere: dovete provarla! Andate al bancone e cercatela: rimarrete senza parole.
Effetto collaterale: ci tornerete per pranzo per assaggiare i loro deliziosi panini, nel pomeriggio per rispolverare il rito della merenda e far riscoprire a grandi e bambini il gusto di pane e marmellata, aspettando le 17 per tornare a casa con una pagnotta di pane a lievitazione naturale, fate attenzione perchè il suo sapore crea dipendenza.
Grazie a Giovanni, Diego e Luca per averci fatto aprire Pavè insieme a voi, grazie per aver costruito un salotto tutto per noi in casa vostra e grazie per aver ricordato un po' a tutti che Milano premia ancora i sognatori.
Se ne volete sapere di più potete leggere:
The Chef is On The Table : A Milano apre Pavè:la ricerca della felicità nelle parole di Diego, Giovanni e Luca
The Breakfast Review : La colazione al Pavè di Milano, e anche la merenda volendo
Il Cucinotto: Pavè... un salotto del gusto
Di Cotte e di Crude: Pavè, il lato dolce della vita
Buono come il pane: Pavè il pane di cui si parla a Milano
Iscriviti a:
Post (Atom)












